American Hardcore. La storia del punk americano 1980-1986. Dal 18 al 24 aprile al Newroz

Punk_Newroz

Lo Spazio sociale antagonista NEWROZ di Pisa ospiterà dal 18 al 24 aprile la mostra "American Hardcore Flyers". Unica occasione Toscana per vedere questa mostra, organizzata dalla casa editrice ShaKe di Milano, che comprende oltre 130 pannelli con i manifesti originali dei concerti dei più importanti gruppi hardcore.

L’inaugurazione della mostra si terrà venerdì 18 aprile alle 18:00, mentre sabato 19 aprile è prevista la presentazione del libro "American Punk Hardcore. Una storia tribale” di Steven Blush e del documentario "American Hardcore. La storia del punk americano 1980-1986 " di Paul Rachman. Con una feroce colonna sonora e introvabili filmati inediti questo documentario è il racconto definitivo per i fan del genere e per tutti i curiosi della scena punk statunitense. Un fenomeno esplosivo che ha influenzato il grunge, il metalcore arrivando a gruppi come Red Hot Chili Peppers, Nirvana, Beastie Boys.
La serata di sabato 19 aprile proseguirà con Frontiera (Ex Kina) e Senza sterzo in concerto.

La mostra sarà visibile ogni giorno dalle 18:00 alle 24:00 presso lo Spazio Antagonista Newroz di Pisa, in Via Garibaldi 72. Ogni sera Dj set punk e proiezioni video. La mostra si chiuderà giovedì 24 aprile con un aperitivo musicale punk.

La scelta di organizzare tale evento a Pisa è dettata dal riconosimento di questa città quale luogo simbolico di una memoria collettiva che ha visto, nei bui anni '80, irrompere un forte movimento di rottura culturale che con l’esperienza del Victor Charlie ha raggiunto il suo massimo momento di espressione.
In quei terribili anni '80, in cui la feroce repressione politica ha cercato di annullare ogni forma di antagonismo e di lotta sociale, parte di quella generazione "da cancellare", riconquistò spazi sociali e abitativi, creando luoghi e pratiche di controcultura, imponendo nuovi linguaggi espressivi, praticando forme di autogestione e autoproduzione, sottraendosi alla mercificazione e all'omologazione. Pisa, da piccola città di provincia, è diventata così una fucina di proposte musicali e culturali, di uno stile di vita che poneva al suo centro l'autodeterminazione, il boicottaggio attivo contro la mercificazione delle esistenze, la resistenza "creativa" all'inesorabile omologazione culturale e sociale. A Pisa in quei brevi, intensissimi anni, hanno suonato le più significative bands hard-core italiane, americane ed europee della scena underground internazionale, diventando crocevia di migliaia di persone. Ricordiamo ancora i pullman che dal sud arrivavano nella nostra città per assistere ai concerti. Lo Spazio antagonista Newroz di Pisa, oggi, propone questa iniziativa per riaffermare il ruolo dirompente che la scena hard-core ha avuto ed ha nella costruzione di un movimento totalmente autogestito e indipendente dalle multinazionali della comunicazione e del consumo. E per ribadire che questa e' l'unica strada percorribile per liberarsi dalle gabbie del mercato.

 

 


CINEFORUM ANTIPSICHIATRICO ITINERANTE - a cura del Collettivo Antipsichiatrico A.Artaud

CINEFORUM ANTIPSICHIATRICO ITINERANTE
una rassegna cinematografica contro la psichiatrica
in diversi spazi e realtà nella città di Pisa

mercoledì 19 marzo
c/o lo Spazio Antagonista NEWROZ
via Garibaldi 72
buffet aperitivo ore 20
film ore 21:30
Morgan matto da legare
di K.Reisz (1966)

mercoledì 26 marzo
c/o Spazio Sociale REBELDIA
via Battisti 51
ore 21:30
Family life
di K.Loach (1971)

giovedì 3 aprile
c/o l'Aula Magna della Facoltà di Scienze Politiche
via Serafini 2
buffet aperitivo ore 20
film ore 21:30
Psichiatria industria di morte

mercoledì 9 aprile
c/o il Circolo Arci Unità al CEP
via Boccherini 14
buffet ore 20
film ore 21:30
requiem for a dream
di D.Aronofsky (2000)


Sabato 1 Marzo sostieni il progetto Gramigna - serata al Newroz

Locandina serata 1 marzo 08

 

Vai il sito dell' associazione aut-aut: associazione aut-aut progetto gramigna

  (Continua)


Comune di Pisa: quello che le cifre non dicono

Leggiamo dall'articolo del Tirreno del 29 marzo che il Comune di Pisa si prodigherebbe nel campo del sostegno e assistenza alle categorie dell'”alta marginalità” o a rischio disagio spendendo anche cifre considerevoli.

La categoria sociologica che sottende questa definizione è di per sé discutibile perché creata ad hoc per tenere ai “margini” della società tutte e tutti coloro che non sono utili o produttivi. La “normalità” diventa solo la capacità di vendere la propria forza lavoro e la sanità in generale assomiglia sempre più ad una catena di montaggio dove “il pezzo” usurato viene sostituito per permettere un veloce rientro nel mondo del lavoro o, peggio ancora, la capacità lavorativa viene mantenuta tramite supporto “farmacologico” indipendentemente dal fatto che la somministrazione del farmaco possa essere precursore di nuova malattia. Ovviamente questo modello di sanità comporta dei costi molto elevati per i cittadini.
Per la cura di quelle malattie che non potranno mai riportare l’individuo ad essere produttivo, bisogna invece risparmiare al massimo, abbattendo, tanto per cominciare, il costo del lavoro. Ma se il paradigma di “normalità” è quello del soggetto “improduttivo”, sono sempre più i soggetti a rischio disagio tanto più quanto il lavoro si trasforma in precario e flessibile e l’accesso al lavoro presuppone  una continua e totale disponibilità alle esigenze dei datori di lavoro. Ecco che il numero degli assistiti aumenta sempre più, e con essi il lievitare dei costi.

Come lavoratori e lavoratrici impegnati in questo settore vorremmo innanzitutto chiarire che tutto ciò che riguarda il lavoro di cura e di assistenza è già da tempo stato appaltato al sistema delle cooperative con il solo scopo di abbassare il costo del lavoro, decurtando diritti e salari.
Ma è il sistema dell'assistenza domiciliare indiretta per i diversamente abili che dimostra di quanto possano essere lesi i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

Tramite il servizio territoriale della ASL, consociata del Comune nella cosiddetta “Società della Salute” duecento persone (218 per la precisione), ovvero gli educatori domiciliari, lavorano senza che del loro lavoro vi sia traccia: non hanno nessun contratto con l’ente che da parte sua si limita ad erogare un misero assegno mensile (si parla di 150-300 euro al mese) alla famiglia del portatore di handicap.
L'EDUCATORE (stiamo parlando di personale ovviamente qualificato, spesso si tratta di studenti della facoltà di scienze sociali) E' EQUIPARATO AD UN AUSILIO. Nonostante ciò il lavoro è monitorato dall'assistente sociale che se ne occupa e a cui arriva puntualmente una relazione.
Siamo oltre la soglia del lavoro nero, siamo ai lavoratori fantasma !!! Tutto questo per risparmiare e speculare su bisogni e necessità di categorie sentite e fatte sentire come più deboli!!!
 
Cobas cooperative e Educatori e educatrici domiciliari


Ex Enel alla città

Chi mette le mani sulla nostra città? Chi ci espropria  quotidianamento dei nostri spazi, dei nostri diritti, dei servizi, chi dell’aria,  dell’acqua e del suolo, dei luoghi di apprendimento, d’arte e di cultura?

Il territorio, e in particolare lo spazio urbano in cui viviamo, finisce per non essere  più bene pubblico, luogo aperto, di scambio di esperienze, ma diventa sempre  più frequentemente spazio di accumulazione di ricchezza di poche persone.

Pochi speculatori si appropriano della  città in modo mafioso e illegale e le amministrazioni locali, Comuni e Province, diventano sempre più sovvenzionatrici delle  aziende private, Amministrazioni il cui unico ruolo si sostanzia nel trasferire denaro  dalle casse pubbliche ai privati. 

Con questa inchiesta ci siamo propost* di mettere in evidenza il fatto che viviamo  una fase di profonda illegalità istituzionale, che ci obbliga a ridare senso alle  parole legale ed illegale. Siamo convint* che gli scandali che hanno coinvolto a Pisa la Geofor SpA, l’ospedale  di Cisanello, la Mattonaia, l’Ex Enel di Coppola, etc. abbiano mostrato solo una  parte delle illegalità commesse e che molte delle cose che avvengono “legalmente”  siano ugualmente criminali.

Contro questo sistema abbiamo deciso, insieme, Spazio Antagonista Newroz, Università Antagonista e Collettivo AulaR di Scienze Politiche, di riappropriarci per due giorni dell'Ex Enel, e l'abbiamo restituito alla città e l'abbiamo reso fruibile per dibattiti, assemblee e feste.

Scarica qui il dossier (5,9 MB): dossier_manisupisa.zip