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PRENDOCASA NELLO SPEZZONE SOCIALE: DENTRO E OLTRE LO SCIOPERO GENERALE!

  • Maggio 4, 2011 3:14 pm

Dalla manifestazione nazionale della Fiom del 16 Ottobre, al movimento autunnale del mondo della formazione, al 14 Dicembre romano, la richiesta di sciopero generale è andata rafforzandosi ed amplificandosi facendosi espressione di un disagio e di una rabbia sempre più generalizzati.

Alla fine, forse nel peggiore dei modi, la convocazione è arrivata: uno sciopero troppo tardivo che mostra il vero volto di un sindacato sempre più parte strutturale del nuovo patto sociale e strumento, quindi, di governo e controllo dei territori.

Sin dall’inizio chiara è stata la volontà della CGIL di depotenziare la piazza declinandola come un momento testimoniale e inoffensivo. Per questo motivo l’appuntamento del 6 maggio deve essere assunto da quei soggetti che quotidianamente si oppongono al nuovo patto sociale come momento a cui contribuire nel segno dell’antagonismo e dell’auto-organizzazione per invertire la traiettoria della compatibilità e della pacificazione sociale. E’ in quest’ottica che il Progetto Prendocasa, come progetto di riappropriazione del diritto alla casa e al reddito, guarda allo sciopero generale: un momento di espressione di opposizione sociale, uno spazio di ricomposizione di tutte quelle soggettività che non vogliono più pagare gli effetti di questa crisi, ma che, invece, intendono sovvertirla riprendendosi da basso reddito e diritti. Soggettività composte da studenti, precari, migranti, sfrattati, lavoratori, disoccupati: tutti pezzi di quel precariato cittadino di cui è composto Prendocasa e che da anni lottano in città per il diritto alla casa.

Verso il 6 maggio… occupato il Polo Carmignani

  • Maggio 4, 2011 2:41 pm

Si è svolta ieri sera, presso il Polo Carmignani, una partecipata assemblea di ateneo in cui si è discusso dell’appuntamento convocato dalla Cgil per il 6 maggio. Gli studenti e i precari del mondo della formazione hanno ben chiaro quanto questo appuntamento debba essere allargato dalla dinamica sindacale con i contenuti e le pratiche che sono emerse dall’autunno di lotta. I luoghi in cui gli studenti vivono la precarietà impongono di generalizzare lo sciopero e di socializzare le pratiche di opposizione; oggi più che mai scioperare significa contrastare il governo, ma anche schierarsi contro ogni forma di pacificazione sociale.

E’ stato ribadito che solo nella lotta e nel rifiuto delle politiche di austerità si può costruire l’alternativa all’impoverimento ed alla precarietà. Il 6 maggio a Pisa deve essere una tappa fondamentale per riaprire una stagione di conflittualità; una piazza per ribadire al sindacato che non c’è possibilità di concertazione con chi ha l’unico obiettivo di distruggere i diritti sociali, e per continuare a ricomporre tutti i soggetti che vivono la precarietà e la combattono quotidianamente in prima persona.