Speciali

approfondimenti e contributi politici

Scemi e Buscemi

  • luglio 13, 2018 10:06 pm

Non basta alla Lega aver vinto le elezioni per poter governare una città come Pisa, lo scrivevamo alcuni giorni fa; troppe sono le posizioni di potere all’interno delle municipalizzate, delle Università, dei corpi intermedi, degli hub di lavoro e sfruttamento, ancora occupate dagli alfieri del PD.

Pare averlo capito il nuovo sindaco che infatti sta imbarcando nella sua squadra diversi personaggi provenienti dal centro sinistra. Conti stesso ha confessato di aver votato per il Partito Democratico alle ultime elezioni Regionali, quelle dove fra l’altro si candidò anche la Ceccardi, senza ricevere abbastanza preferenze per entrare in consiglio. Tra i Dem che si sono dilettati nel salto del fossato è il caso di citare la nuova assessora alla casa e al sociale; Gianna Gambaccini, neurologa che si scatta i selfie con i senzatetto come sfondo e che non si è ancora capito cosa intenda fare con quel carrozzone inutile rappresentato dalla Società della Salute, ha infatti un passato tra i militanti del Partito Democratico di Cascina.

Il male minore

  • giugno 30, 2018 10:03 pm

Il nuovo sindaco di Pisa è leghista. Michele Conti batte il candidato del Partito Democratico Andrea Serfogli col 52% di voti. Quasi duemila preferenze sono lo scarto tra i due candidati sindaci.
E’ una vittoria storica quella del carroccio nella città di Pisa, ma in parte annunciata, vista soprattutto la tendenza emersa dalle urne a marzo per le politiche. Sconfitta devastante per il Pd che tracolla in moltissime città, tra cui Massa e Siena. Il “modello toscano” collassa su se stesso, mentre i leghisti annunciano il prossimo obiettivo, vincere, appunto, anche in Regione.
La vittoria leghista segue il passo del recente (esattamente due anni fa) insediamento a Cascina della Ceccardi che, insieme al neo-deputato Ziello, ha spinto con forza il nuovo sindaco Conti, nella pratica sostenendo la campagna elettorale al suo posto.

Tre pisani in Siria del nord: siamo in Rojava perché vogliamo la rivoluzione

  • ottobre 5, 2017 12:31 pm

E’ stata data da poco la notizia della presenza in Rojava di una folta delegazione di compagne e compagni provenienti da varie città di Italia. Tra loro tre provenienti da Pisa. La delegazione promossa dal portale Infoautha spiegato in un comunicato lo spirito del viaggio in un territorio esposto certamente ai rischi della guerra contro i fascisti dello Stato Islamico, contro il regime di Assad e le mire turche ma anche laboratorio di profonda rivoluzione sociale.

Ci verrà chiesto perché affrontare un viaggio di questo tipo per andare in un paese che sembra molto lontano e molto diverso dal nostro. Dal nostro paese tanti sono venuti fin qua per portare solidarietà o a combattere. Noi siamo solo all’inizio. Proveremo a spiegare i motivi che ci hanno spinto fino qua, senza sapere ancora come le nostre idee potranno cambiare durante questa esperienza. In questo paese c’è una rivoluzione che sta cambiando la società e che rappresenta l’unica forza in grado di combattere efficacemente contro l’ISIS.

In mille persone manifestano contro l’amministrazione comunale

  • giugno 10, 2017 12:39 pm

Un bellissimo e partecipato corteo cittadino: “Decide la città”. Questa sigla ha messo insieme tante realtà cittadine che lottano quotidianamente, dai comitati e sindacati inquilini di lotta per la casa agli abitanti dei quartieri popolari, donne in lotta degli spazi femministi occupati dopo l’8 marzo, migranti dei centri di accoglienza, giovani studenti delle scuole superiori, universitari e disoccupati, spazi e palestre occupate della periferia. La manifestazione è partita con più di 500 persone, ha attraversato i Lungarni, il ponte della Vittoria per poi passare da Piazza Guerrazzi e via Benedetto Croce, Piazza Vittorio Emanuele e infine ha raggiunto la piazza del Comune passando da Corso Italia. Molte le persone che si sono aggiunte e hanno preso parola durante tutto il tragitto del corteo, durante il percorso i partecipanti hanno toccato le 1000 unità. In piazza XX settembre tantissimi interventi hanno attaccato la gestione cittadina delle emergenze sociali e dei bisogni sociali e politici portata avanti dall’amministrazione PD.

I tentativi quotidiani di sfratto ai danni di famiglie senza lavoro, gli sgomberi violenti degli spazi occupati dalla rete femminista “Non Una di Meno”, la Mala Servanen Jin e la Limonaia, di cui l’amministrazione è il silente responsabile, hanno rafforzato la costruzione del corteo cittadino.

La lotta operaia contro il modello Marchionne a Pisa

  • febbraio 9, 2011 10:17 pm

Anche in Toscana pesanti sono le ricadute della crisi economica globale. L’indotto Piaggio, tra le maggiori articolazioni del capitale sul territorio toscano, attraversa in pieno il tentativo di ristrutturazione proposto dal modello Marchionne.

Riportiamo un articolo tratto da Pisanotizie che spiega l’attuale situazione dell’indotto. A seguire, a cura della redazione pisana di Infoaut, l’esempio della risposta degli operai della Pega che hanno deciso di non abbassare la testa, di metterci la faccia ottenendo così una prima vittoria.

Quartieri ad alta tensione

  • gennaio 13, 2011 12:48 pm

Il significato della vivace assemblea pubblica che si è svolta ieri sera alla circoscrizione del CEP, quartiere popolare di Pisa, può essere ben rappresentato dalle sedie che sono volate in direzione degli esponenti del Comune e dell’Apes, o dalle ormai ben note urla isteriche dell’assessore alla casa Ylenia Zambito che si sono levate a più riprese.

La causa scatenante è la decisione di costruire nuove case proprio sopra i campini di calcio che rappresentano uno degli ultimi spazi di aggregazione realmente vissuti nel quartiere; decisione che rappresenta però solo la punta dell’iceberg di quella che è la considerazione che il Palazzo ha delle periferie pisane, buone come serbatoi di voti, come paravento per i sempre maggiori bisogni sociali insoddisfatti, come teatro per nuove speculazioni di ogni tipo. La vera arroganza sta però nel continuare a pensare di poter gestire e “domare” un intero quartiere mandato alla deriva organizzando, dietro la maschera della partecipazione territoriale, sporadiche riunioni in forma di lezioni al popolino.

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  • dicembre 23, 2010 3:48 pm

Il fuoco della conoscenza

  • dicembre 15, 2010 1:01 pm

di Gigi Roggero
É istruttivo ricostruire la giornata del 14 dicembre 2010 attraverso le convulse e affannate cronache del sito di Repubblica. Fin dal primo mattino, fiduciosi nella sfiducia all’ormai impresentabile bubbone Berlusconi, l’attenzione si è concentrata sull’aula parlamentare, sul frenetico inseguimento delle voci di corridoio, sulle ultime compravendite di voti. Le manifestazioni di piazza, dopo essere state accarezzate e coccolate per settimane, sono relegate a metà pagina, eco di contorno di un popolo pronto a inneggiare alla caduta del tiranno. Si capisce: ora, a un passo dall’auspicata uscita di scena del malvagio di Arcore, il problema è ricondurre tutto alla soluzione istituzionale. Ma poco prima dell’ora di pranzo prendono corpo i fantasmi del colpo fallito: al gruppetto capeggiato da Calearo, ultima perla lasciata in eredità dal geniale Veltroni, si aggiungono le futuriste Siliquini e Polidori. Quest’ultima ci restituisce l’immagine simbolo non solo della giornata, ma di un’era politica: la proprietaria del Cepu ha venduto il proprio voto per salvare un’impresa in cui da oggi, oltre alle lauree, si possono comprare anche le fiducie parlamentari. Ecco l’investimento in formazione e ricerca, ecco l’idea di università che agita i sonni della maggioranza e delle opposizioni! Non si capisce più chi ha tradito chi, semplicemente perché la posta in palio non è un progetto politico, ma la sopravvivenza di ceti politici. Tra cavaliere e cavallo non c’è differenza. Tutto il resto è storia nota: il badogliano Fini è sconfitto (evviva!), Berlusconi – mischiando Pirro e Romolo Augusto nell’avanspettacolo – prolunga la propria agonia da animale braccato e consegna i suoi ultimi mesi nelle mani della Lega, lo spettatore Bersani contempla la propria impotenza, i mercenari dell’Italia dei Valori dimostrano di che pasta è fatto il partito giustizialista.

10 e 11 dicembre: QUE SE VAYAN TODOS!

  • dicembre 9, 2010 12:30 pm

Dall’ateneo occupato al blocco sociale in città. In rivolta contro la riforma!

  • novembre 25, 2010 11:08 am

Pisa – Bloccati 5 ponti, occupato l’aeroporto, bloccata la stazione centrale

Il giorno dopo-occupazione delle 7 facoltà, si apre molto presto a Pisa, con dieci picchetti di studenti e studentesse che, in centinaia, impongono dal basso il blocco e la sospensione delle lezioni, chiudendo con catene e nastri tutti gli ingressi dei dipartimenti delle facoltà.
Questi picchetti diventano quindi momenti di soggettivazione collettiva e di rilancio per le assemblee mattutine delle facoltà occupate: alle 10 e mezzo ogni facoltà crea momenti di organizzazione della protesta che per questa giornata di discussione parlamentare del ddl hanno tutti l’impellente obiettivo del blocco e della creazione di forti momenti di visibilità nella città.